Spazio 626/1994
 
D.Lgs 626 e VOLONTARIATO    
QUADRO SCHEDE 626 volontario    
Addetti ai lavori all'aperto, ai cantieri stradali.    
     
     
     
 

1. Anche i Volontari sono soggetti al rispetto della legge n.626.

2. La valutazione dei rischi diventa ogni giorno più attenta e puntuale tiene conto cioè della complicata e diversificata realtà operativa di ogni singolo evento (alluvione, terremoto, incendio boschivo ecc.).

APPLICAZIONE LEGGE 626/94

L'obbligo di dotare di DPI anche i Volontari è stato sancito da due sentenze della Cassazione Penale IV qui riportate:

Sentenza n.3273 marzo 1990

“Chi coinvolge nel proprio lavoro pericoloso un'altra persona, in base a un rapporto non di lavoro subordinato, ma di amicizia e riconoscenza, è ugualmente tenuto alla adozione di tutte le necessarie cautele antinfortunistiche e, in caso di omissione a cui consegua il decesso a seguito di infortunio della persona coinvolta, risponde di omicidio colposo”

Sentenza n.797 del 26 gennaio 1999 - Lazio

“L'obbligo di attuare le misure di prevenzione è finalizzato a garantire la tutela non solo dei lavoratori, ma anche dei terzi che vengano a contatto con l'ambiente di lavoro. Irrilevante la valutazione che l'infortunato fosse un vero e proprio dipendente dell'imprenditore, ovvero avesse prestato la propria opera solo come amico o come collaboratore.”

Note:

Art.2087 Cod.Civ.

L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'Impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

Art.589 Cod.Pen. (omicidio colposo)

  1. Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
  2. Se il fatto è commesso con la violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da uno a cinque anni.

OMISSIS

Art.2043 Cod.Civ.

Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno (responsabilità “aquilana”).

Art.43 Cod.Pen. Il delitto

OMISSIS

E' colposo, o contro l'intenzione, quando l'evento, anche se preveduto, non è voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline. Da quanto sopra ne consegue che in caso di incidente la responsabilità viene ascritta a colui che ha delegato a compiere il servizio poiché egli assume le vesti di datore di lavoro.

L'infortunato potrebbe citare in giudizio l'Ente o il Presidente pro-tempore dell'Associazione colpevoli di non averlo dotato di DPI idonei o di non averlo sufficientemente informati sui rischi.

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Abbiamo deciso di trattare i dodici argomenti che ci interessano.

Agenti meteorologici sfavorevoli:

I lavori svolti all'aperto (ma anche quelli svolti al chiuso in ambienti non riscaldati), espongono a freddo invernale, a sbalzi termici, a vento e correnti d'aria, a caldo estivo.

Nell'attività all'aperto, qualora svolte sotto le intemperie, gli addetti devono poter lavorare in sicurezza, possibilmente sotto coperture mobili, dotati di idoneo vestiario coprente e impermeabile.

Devono potersi riparare, al bisogno, in luogo di riposo, riscaldato e confortevole, ove sia presente anche una cassetta pronto soccorso.

  • … utilizzare gli indumenti di protezione dal freddo messi a disposizione, quali giaccone termico, guanti, indumenti impermeabili, cappello.
  • … non rimanere esposti in modo prolungato e a capo scoperto ai raggi solari.

Rischio di caduta e scivolamento:

Nel ripristino degli stabili e delle strade il rischio da caduta da ponteggi, parapetti, aperture non protette, scavi, può essere elevato se non si presta attenzione all'installazione, all'uso di ponteggi, all'uso delle scale e trabatelli a norma, all'uso delle cinture di sicurezza e quant'altro.

  • proteggere le aperture con parapetti idonei e tavole fermapiedi, nastri di pericolo transenne, mantenere i passaggi sgombri, stabili e puliti, seguire le corrette procedure per l'armatura degli scavi e controllare che siano costantemente seguite; proteggere gliscavi con transenne, non lasciare scavi non protetti a fine turno di lavoro.
  • Utilizzare i mezzi di protezione individuale (cinture, elmetti, ecc.)

Utilizzo dei D.P.I. a disposizione:

Gli addetti devono utilizzare i D.P.I. (Dispositivo di Protezione Individuale) messi a loro disposizione per ogni evenienza: elmetto, occhiali, e/o visiere, guanti (anti-contatto, anti-taglio, anti-vibrazione), protezione dell'udito (cuffie e/o tappi), cinture di sicurezza, scarpe di sicurezza (puntale e suola anti-foro se richiesti), indumenti protettivi contro il freddo e le intemperie, tute da lavoro di colore visibile da lontano (con catarifrangenti) in caso di lavori su zone di transito e strade.

Utilizzare correttamente i D.P.I. messi a disposizione.

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  1. Addetti ai lavori all’aperto, ai cantieri stradali.
  1. Continuiamo a trattare i dodici argomenti che ci interessano.

 

AUTOMEZZI  E MEZZI DI TRASPORTO

Gli automezzi da lavoro devono avere cabina sicura e confortevole, insonorizzata, sedile regolabile (sono frequenti i disturbi a carico della colonna cervicale e dorso-lombare tra gli autisti), primo gradino di altezza massima di 40 cm da terra, telefono a viva voce, griglia di protezione tra lo scomparto passeggeri e quello di carico.
Gli autisti vanno sottoposti a controlli sanitari (esami della vista e valutazione della funzionalità del rachide). Va programmata una sosta di quindici minuti ogni due ore di guida. Sono consigliati corsi informativi e formativi su argomenti quali pronto soccorso stradale, controllo degli slittamenti, guida sicura, movimentazione manuale dei carichi, corrette modalità di carico. Gli automezzi utilizzati nei cantieri mobili devono essere assicurati e soggetti a costante manutenzione.

  1. Per la massima visibilità delle strade e dei segnali stradali adeguare, se necessario, i finestrini laterali e retrovisori ed eliminare eventuali decorazioni sui parabrezza.
  2. Accertarsi che l’automezzo sia fornito di sistema antibloccaggio dei freni (Abs), airbag, estintore e cassetta di pronto soccorso (controllare scadenze e contenuto), raschietti per vetri e tergicristalli, coltello/martello per tagliare la cintura di sicurezza al bisogno e rompere i vetri.
  3. Eliminare o coprire le parti con superfici pericolose sia all’interno che all’esterno del veicolo (angoli, spigoli vivi, oggetti appuntiti, superfici scabre, vetri rotti ecc.).
  4. Assicurarsi sempre che il carico sia ben posizionato per evitare spostamenti dello stesso, ribaltamento delle merci, ondeggiamenti del mezzo per carichi alti o mal posizionati, rotolamento di bidoni, bobine o aste, cadute di sponde, puntoni, tiranti o merci a bordo.
  5. Sottoporsi a regolari controlli sanitari e seguire i corsi di formazione.
  6. Osservare il divieto assoluto di bere alcolici durante il trasporto e il divieto di saltare dalla cabina di guida o dalle passerelle di carico.
  7. Segnalare immediatamente ogni danno o disfunzione degli automezzi.

MACCHINE E ATTREZZATURE

L’uso di macchine e utensili quali scavatori, cingolati, trattori, compressori, martelli pneumatici, betoniere, trapani, scippatori ecc. deve essere fatto a norma, secondo le indicazioni presenti sul libretto fornito dal costruttore. Gli attrezzi manuali, che possono provocare proiezione di oggetti (tagliaerba, motosega, perforatori ecc.), devono essere dotati di dispositivi di sicurezza e utilizzati con protezioni per il viso (occhiali o schermo facciale, oltre le cuffie)
I lavoratori che utilizzano strumenti manuali possono presentare patologie varie alla colonna e agli arti superiori (tendinite, epicondiliti) da posizioni incongrue e movimenti ripetitivi. Gli attrezzi devono essere adeguati, avere ridotto peso e rumorosità, scarsa trasmissione di vibrazioni, impugnature adeguata e antivibrante. I lavoratori vanno dotati, se necessario, di attrezzature idonee per il trasporto di materiali anche sulle gradinate (tipo carrelli a tre ruote) i lavoratori vanno formati al corretto utilizzo delle macchine e delle attrezzature in ogni condizione.

  1.  Verificare che macchine e attrezzature abbiano il marchio Ce.
  2. Prendere visione del manuale –libretto di istruzioni e seguire le procedure di lavoro per l’utilizzo, gestione, manutenzione di impianti e utensili.
  3. Utilizzare i Dpi messi a disposizione (occhiali, schermo facciale, cuffie, tute, calzature antinfortunistiche, cuffie e/o tappi endoauricolari).
  4. Verificare che trattori e scavatori siano dotati di protezione in caso di ribaltamento (rollbar).
  5. Utilizzare gli strumenti manuali secondo le indicazioni ricevute.

 

PERICOLO DI INVESTIMENTO

I lavoratori sulle strade o in prossimità di vie di transito possono esporre al rischio di investimento da parte degli automezzi che transitano.
È necessario pertanto che vengano definite procedure di lavoro in totale sicurezza, le quali prevedano idonee segnalazioni stradali e, se necessario, anche la presenza di un lavoratore che segnali il pericolo delle automobili in transito.

    • Proteggere e segnalare adeguatamente il cantiere, di giorno e di notte.
    • Utilizzare segnalatori luminosi e indumenti di lavoro non mimetici ma ben visibili anche da lontano (tute colore arancio, catarifrangenti).
    • Evitare le zone d’ombra e tenere presente che possibili abbigliamenti degli automobilisti in transito possono impedire agli stessi di vedere chi lavora sulla strada o ai lati.

      Rumore

      Il rumore cui sono esposti i  lavoratori va valutato/misurato. A seconda del Livello di esposizione individuale (Lep)  che ne risulta bisogna comportarsi come segue.

      1.  Se il Lep è maggiore di 80 dba, è necessario intervenire per ridurre il rischio al minimo con misure tecniche, organizzative, procedurali concretamente attuabili (acquistare macchinari poco rumorosi alla fonte, insonorizzate quelli più rumorosi e spostarli dalle aree principali, utilizzare il pannelli fonoassorbenti e schermi, allontanare il rischio i lavoratori indebitamente esposti ecc.); i lavoratori vanno informati sul rischio, sulle misure adottate, sulla funzione dei controlli sanitari e dei Dispositivi di protezione individuale (Dpi), sul livello di rumore presente; se nn supera gli 85  dba, i lavoratori vanno sottoposti a sorveglianza sanitaria solo qualora facciano richiesta (e il medico competente ne confermi l’opportunità).
      2. Se il Lep è tra 85 e 90 dba, in aggiunta a quanto sopra, vanno forniti i Dpi adatti (cuffie e/o tappi auricolari), il cui uso nn è ancora obbligatorio;vanno fornite informazione e formazione sull’uso corretto del Dpi; i lavoratori devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria sia all’assunzione che dopo un anno ( i controlli sanitari successivi devono essere fatti ogni due anni) .

      Se il Lep supera i 90 dba, in aggiunta a quanto sopra, il controllo sanitario deve avere cadenza almeno annuale e l’uso dei Dpi diventa a questo punto obbligatorio.
      In tutti i casi.

      1. Seguire le indicazioni, variabili con il livello di rumore.
      2. Utilizzare attrezzature poco rumorose dotate di protezioni (es. scarichi silenziati sugli utensili pneumatici, dischi silenziati ecc.).
      3. Utilizzare, se necessario, i Dpi (cuffie, tappi) e sottoporsi alla sorveglianza sanitaria.

      Vibrazioni

      Sia le vibrazioni trasmesse a tutto il corpo da macchine e da impianti che le vibrazioni trasmesse alle mani e alle braccia da strumenti vibranti possono causare danni cronici agli addetti. Quelle trasmesse a tutto il corpo vanno ridotte al minimo dotando le macchine semovibili (carrelli elevatori, trattori, pale meccaniche ecc.) e gli impianti (macchinari) di soluzioni che limitino le trasmissione ai lavoratori (ammortizzatori, sedili imbottiti ecc.). Anche quelle trasmesse alle mani e braccia vanno ridotte al minimo, acquistando strumenti poco pesanti, con impugnatura adeguata che trasmetta il minor livello di vibrazioni e sottoposti a corretta manutenzione, utilizzando mezzi di protezione personale, riducendo la durata dell’esposizione, sostituendo la durata dell’esposizione, sostituendo le macchine obsolete con altre più moderne e sicure.

      1. Scegliere, ove possibile, mezzi meccanici gommati, con adeguati ammortizzatori e appositi sedili antivibrazioni.
      2. Installare le macchine che trasmettono vibrazioni al terreno su adeguati  basamenti, utilizzando materiale antivibrante tra macchine e pavimento e calzari con suola assorbente.
      3. Scegliere, ove possibile, martelli pneumatici, trapani, mole e flessibile, motoseghe, decespugliatori eccetera che trasmettono il minor livello di vibrazioni, con impugnatura ammortizzata; sottoporli a una corretta manutenzione.
      4. Utilizzare gli adeguati Dispositivi di protezione individuale (guanti imbottiti ecc. e ridurre la durata dell’esposizione (turnazione del personale, durata intervento).

      Polveri
      Macchine e attrezzi che generano polveri vanno dotati di impianto di aspirazione alla fonte, con apertura nella direzione di flusso, dispositivo di captazione più vicino possibile e tutto attorno all’attrezzo, attivazione automatica dell’impianto con l’accensione della machina o dell’attrezzo, idonea filtrazione delle polveri, espulsione all’esterno dell’aria filtrata.

      1. Sottoporre a regolare controllo (velocità di aspirazione) e manutenzione l’impianto di aspirazione delle polveri, sia generale che sulle singole macchine; eseguire la costante pulizia e la regolare sostituzione dei filtri.
      2. Effettuare la rimozione periodica delle polveri depositate sulle macchine, sugli impianti e nell’ambiente di lavoro, non utilizzando per la pulizia soffi d’aria compressa ma attrezzature idonee (bidoni aspirapolvere o simili; le pistole ad aria compressa possono essere munite di dispositivi per la loro commutazione in aspiratori).
      Oltre ai rischi già affrontati per gli addetti dell’officina e alla manutenzione (rumore,movimentazione dei carichi, eccetera), gli addetti ai lavori all’aperto e ai cantieri sono esposti a vari fattori di rischio caratteristici del loro lavoro: automezzi e mezzi di trasporto, macchine e attrezzature, agenti meteorologici sfavorevoli, pericolo di investimento, di caduta e di scivolamento, rischio elettrico e da presenza di altri impianti, rischio chimico, altri ancora. Per ognuno di essi vengono dati gli opportuni suggerimenti di prevenzione

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Movimentazione manuale dei carichi e posture scorrette

Va evitata la movimentazione manuale dei carichi, non assistita da attrezzature meccaniche, di peso superiore a 30 Kg. (20 Kg per personale femminile e adolescenti maschi, 15 Kg per adolescenti femmine) o comunque di difficile trasporto manuale. E’ opportuno programmare l’acquisto di prodotti in confezioni poco pesanti (pezzature di materie prime max 10 Kg), adeguare l’altezza dei piani di lavoro, utilizzare ausili meccanici e idonei carrelli,
La legge impone che chi sposta manualmente carichi maggiori di 3 Kg vada informato sul peso del carico, sul centro di gravità, sul lato più pesante, sui rischi che corre e sulla corretta movimentazione. Ricordarsi che il rischio può essere aggravato dall’assunzione di posizioni incongrue o in condizioni di equilibrio precario. Gli esposti a movimentazione manuale dei carichi devono essere sottoposti a controlli sanitari periodici.
Il rischio può essere ridotto fornendo agli addetti ausili meccanici di sollevamento e di trasporto delle attrezzature e dei materiali.

  1. Acquistare confezioni di materiale e sacchi di peso non superiore a 20/25 Kg, preferibilmente non superiore ai 10 Kg;
  2. Evitare nel possibile, di muovere manualmente carichi pesanti.
  3. Utilizzare correttamente gli ausili meccanici per il sollevamento e il trasporto dei pesi (carrelli di servizio, muletti elettrici, attrezzature, alza chiusini, etc.)
  4. Per sollevare un carico, chinarsi e sollevarsi in modo corretto: portarsi vicino al carico, divaricare gli arti inferiori per migliorare l’equilibrio, piegare le ginocchia, tenere un piede più avanti dell’altro, alzare il carico e sollevarsi tenendo la schiena eretta.
  5. Per spostare un carico da un lato all’altro del corpo, avvicinarsi al carico, evitare di ruotare il tronco, girare invece tutto il corpo usando le gambe.
  6. Evitare, quando possibile, di prelevare o depositare carichi a terra o sopra l’altezza della propria testa (l’altezza preferibile è quella compresa tra l’altezza delle spalle e delle mani quando si hanno le braccia distese lungo i fianchi).
  7. Organizzare  lo spazio di lavoro in modo che i piani di appoggio siano vicini e a lato dell’operatore.
  8. Utilizzare calzature antiscivolo, con una buona presa sul pavimento, con plantare anatomico idoneo per una prolungata stazione eretta, non utilizzare scarpe basse con plantare piatto.
  9. Adottare posture corrette, che non curvino la colonna e la sottopongano a sforzi eccessivi e limitare il tempo di esposizione, in particolare in quelle situazioni che costringono a posizioni scomode e affaticanti.
  10. E’ preferibile spingere piuttosto che tirare oggetti pesanti; per spingere carichi molto pesanti mettersi di spalle, tenendo ben saldo uno dei piedi e applicando la forza direttamente con il dorso.
  11. Sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e partecipare alla formazione – informazione sulla corretta movimentazione manuale dei carichi; seguire scrupolosamente le indicazioni per non sottoporre la colonna dorso – lombare a sforzi eccessivi.

 

Tagli e Abrasioni

Il rischio di tagli e abrasioni è legato in particolare all’utilizzo di decespugliatori, falci, falcetti, motoseghe, etc. I lavoratori vanno formati e informati sull’uso corretto.

  1. Utilizzare i Dispositivi di protezione individuale messi a disposizione: guanti, occhiali, schermo facciale, tute, scarpe pesanti.
  2. Verificare che gli attrezzi manuali siano adeguati alla normativa (le attrezzature acquistate dopo il primo gennaio 1995 devono avere il marchio CE; quelle già in uso devono rispondere o essere adeguate ai requisiti di sicurezza).
  3. Formare i nuovi Volontari all’utilizzo degli strumenti manuali.

 

Rischio chimico

Tale rischio può essere dovuto all’utilizzo di reagenti, soluzioni di ipoclorito di sodio, ammoniaca, acido solfidrico, fanghi, prodotti disincrostanti e sbloccanti.