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SPAZIO RADIO
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LA RICARICA DELLE BATTERIE
MEDIANTE PANNELLI SOLARI
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Le precedenti puntate di SPAZIO RADIO ci hanno fornito un'immagine del
Sole diversa dal solito: potente, benefico ma in certe occasioni anche
cattivo. Questa volta vogliamo dare un'indicazione al fine di sfruttare
i dardi di FEBO a nostro vantaggio. In che maniera? Utilizzando in modo
adeguato i pannelli solari. Segue schema di regolatore di carica.
Questo schema molto semplice da costruire per chi mastica un poco di elettronica ha la proprietà di far fluire la giusta quantità di corrente dal pannello all'accumulatore e di consumare l'eventuale eccesso di energia mediante una lampada da 18 watt e 12 volt quando vi sia troppa insolazione del pannello. Il funzionamento è questo: il circuito intergrato I1 fornisce una tensione di riferimento di 6 volt (regolabile tramite il potenziometro sul piedino 6). I due operazionali I2 sono usati come comparatori: il primo lavora con una soglia di 11,5 volts e serve a disabilitare il regolatore in caso di corto circuito sulla batteria o sull'utilizzazione, il secondo ha invece una soglia di 14,2 volt data dall'integrato I3 e serve a commutare in circuito la lampada da 18 watt dopo un ritardo di circa 70 secondi. 73 es 51 de IV3FCW Ettore
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METEOROIDI, METEORE e METEORITI. Molti di voi si chiederanno: come mai Ettore coinvolge negli articoli
di SPAZIO RADIO eventi legati all'astronomia? Perché questi sono
strettamente legati a fenomeni di RADIOPROPAGAZIONE. Questa volta tratteremo
dei corpi celesti denominati METEOROIDI. Con questo nome vengono definite
le particelle di materia vaganti nello spazio interplanetario originate
dalla disgregazione di COMETE ed ASTEROIDI. Si tratta di un insieme di
corpi alquanto eterogeneo per ciò che riguarda le masse in quanto
si va da un miliardesimo di chilo a 10.000.000 chilogrammi. La METEORA
è il fenomeno dovuto all'interazione tra l'atmosfera terrestre
ed un meteoroide e la conseguente VAPORIZZAZIONE. Spesso ne è visibile
la scia luminosa, la "stella cadente", e talvolta anche il suono.
Pezzi di meteoroidi di dimensione e peso variabile possono giungere a
terra e prendono il nome di METEORITI. Queste masse sono state originate
dalle parti polverose più esterne di una nebulosa che attraendosi
tra di loro sono andate a formare i PIANETI ed i PLANETESIMI. Questa è
la teoria più accreditata. Nel nostro SISTEMA SOLARE però
i planetesimi tra Marte e Giove non riuscirono ad essere assorbiti da
uno dei due corpi celesti e sono tuttora appesi come tra due calamite
nello spazio e formano la cosiddetta FASCIA degli ASTEROIDI o dei PIANETINI.
Le loro dimensioni variano da qualche metro a qualche migliaio di chilometri
e sono composti di materiale ferroso e roccioso. La Terra nel suo giro
annuale attorno al Sole ciclicamente li incrocia perché alcuni
di essi sfuggono dalla loro orbita ed attrae i più leggeri, fortunatamente.
Altra fonte di detriti spaziali è il ciclico incontro con le COMETE,
che avvicinandosi al nostro sistema solare ed al Sole stesso aumentano
la loro velocità e la temperatura, sublimando ovvero sciogliendo
il ghiaccio e liberando così i corpi e le polveri che le compongono
formando in questa maniera la loro lunghissima CHIOMA. La cometa uscendo
dal nostro sistema solare ci lascia in eredità una grande quantità
di detriti che ogni tanto andiamo ad incontrare ed attiriamo nella nostra
atmosfera. La probabilità per una persona di essere colpita da
un corpo celeste è di 1 su 20.000 pari alla morte per incidente
aereo. Però l'evento è di per sé talmente raro che
un corpo celeste di dimensioni che vanno da qualche decina di metri ad
alcune centinaia provocherebbe una strage se impattasse in zone densamente
abitate, da potersi paragonare a decine e decine di catastrofi aeree per
compensare il calcolo delle probabilità. Un evento del genere colpì
la Siberia a TUNGUSKA il 30 GIUGNO 1908: un corpo di dimensioni tra 60
e 100 metri esplose ad 8 Km. d'altezza devastando la Steppa per 2200 Km
quadrati, il fracasso fu udito fino a 1300 Km. di distanza (Grado - isola
di Malta), alcuni cacciatori nomadi che si trovavano ad una settantina
di Km. di distanza rimasero ustionati e per diverse notti si osservò
una strana luce diffusa in tutto il continente eurasiatico. Alcuni studiosi
osservando i crateri da impatto da asteroide presenti sulla Terra sono
dell'opinione che il cratere di CHIXCULUB nello Yucatan sia la traccia
di un impatto che causò l'estinzione dei dinosauri 65 milioni di
anni fa.
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