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La piattaforma "Paguro",
varata nel 1963 a Porto Corsini, nel settembre 1965 esattamente il giorno
29 doveva perforare il pozzo PC7 per raggiungere un giacimento di gas
a circa 2900 metri di profondità. Purtroppo, oltre a quello la
trivella intaccò un secondo giacimento, che conteneva gas a pressione
altissima. Furono immediatamente attivate le misure di sicurezza, ma dopo
poco le pareti del pozzo cedettero e sprigionarono un'eruzione non controllabile.
Il Paguro fu travolto, si incendiò.
 
Nell'incidente persero la vita tre tecnici dell'Agip. Il pulviscolo di
acqua e gas, che raggiunse i 30 metri di altezza, bruciò per quasi
tre mesi, fino a quando l'Agip, con un pozzo deviato, riuscì a
cementare il PC7. L'esplosione creò un cratere centrale profondo
33 metri.
Ben presto il relitto, da ricordo sommerso di una tragedia, si trasformò
in una meta per i subacquei sportivi, per la ricchezza eccezionale di
vita che aveva trovato in quel reef artificiale il modo di svilupparsi.
Il 21 luglio 1995, in seguito alla richiesta formale della Provincia di
Ravenna, della Regione Emilia Romagna e dei pescatori, è stato
emanato il Decreto ministeriale che ha definito la "zona di tutela
biologica" per l'area interessata dal relitto, meglio specificato
dal successivo Decreto del 5 novembre 1996.
Nel corso del 1996 la locale cooperativa dei pescatori ed il circolo sportivo
Sub Delphinus, in accordo con Provincia, AGIP spa, e Capitaneria di porto,
costituirono l'Associazione quale strumento per la gestione della "Zona
di tutela biologica".
Nel gennaio del 1997 la Capitaneria di porto di Ravenna, con apposita
ordinanza, autorizzò l'Associazione Paguro ad organizzare e gestire
le visite subacquee nell'area, definendo altresì apposito Regolamento
di gestione ed accesso. La piattaforma Paguro, è un relitto unico
nei nostri mari e con pochi riscontri nel mondo che ora giace a circa
dodici miglia dalla costa e che finì sott'acqua a seguito di un'esplosione,
e conseguente incendio. La struttura si è adagiata su un fondale
di 25 metri spezzandosi in tre tronconi e oggi il relitto rappresenta
un agglomerato di quattromila metri quadrati di reef artificiale, unico
nel suo genere.
Nella medesima area, quanto prima saranno affondate altre strutture di
piattaforme dismesse in modo tale da aumentare la superficie esplorabile
e per consentire la formazione di una maggior quantità di specie.
Già ora il relitto è divenuto una specie di grande scogliera
dove nuotano e proliferano, in una sorta di scenario tropicale, splendidi
pesci multicolori, se non esotici, comunque rari nell'Alto Adriatico,
in un ambiente dove si è instaurato un microclima differente dal
quello tradizionale.
Si sono insediati tra le lamiere multicolori, oltre a molte specie di
molluschi, anche pesci che sono arrivati al seguito delle navi che, provenendo
dalle coste africane o asiatiche, vengono ad attraccare alle banchine
del porto di Ravenna.
In una sola immersione si può incontrare l'astice, la magnosa o
la pinna pectinata, oltre che corvine, occhiate, mormore assieme a scorfani
neri, gronghi, saraghi, pesci balestra, spigole e castagnole, mentre aggrappati
alle strutture si trovano mitili, ostriche e altri organismi invertebrati
come il cerianto, le ofiure, le oloturie o gli anemoni. Uno spettacolo
non comune e affascinante che permette tra l'altro l'osservazione ravvicinata
delle specie che non fuggono alla presenza dei subacquei.
E' un habitat seriamente protetto, dove è vietata ogni forma di
pesca e cattura anche sportiva.
 
Un'immersione in questo luogo, unico in un mare privo di grande interesse,
potrebbe e forse dovrebbe essere un'attrattiva per i subacquei che desiderano
vedere qualcosa di particolare.
Le immersione sono adatte a tutti, esperti e meno esperti, e vengono condotte
in gruppo con l'ausilio di guide che conoscono alla perfezione il sito
e tutti i segreti.
Un'immersione buona per il fotografo subacqueo che ha decine e decine
di soggetti da fotografare, per chi si occupa di biologia che può
conoscere un habitat molto particolare a chi è appassionato di
relitti che si trova immerso in una struttura fantascientifica.
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